
Rachmaninov: Aleko
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ALEKO
[N° 1 – Introduzione]
La riva d’un fiume. Sul fondo della scena, un disordine di tende in tela bianca o multicolore.
A destra,non lontano dall’avanscena, la tenda di Aleko e di Zemfira.
Dietro, dei carretti ricoperti di tappeti. Sono
accesi alcuni fuochi, sui quali viene cotto del cibo in calderoni.
Qua e là, gruppi di uomini, di donne e diragazzi che mangiano o che si dedicano ai preparativi per il pasto.
Tutti sono affaccendati, ma con calma.
Una luna rossastra si leva dietro il fiume.
[N° 2 – Coro ]
CYGANE
Kak vol’nost’, vesel naš nočleg
I mirnyj son pod nebesami,
Meždu kolesami teleg,
Poluzavešannych kovrami.
Dlja nas vezde, vsegda doroga,
Vezde dlja nas nočlega sen’,
Prosnuvšis’ poutru,
my otdaem svoj den’
Trudu i pesnjam.
STARIK
Volšebnoj siloj pesnopen’ja
V tumannoj pamjati moej
Vdrug oživljajutsja viden’ja
To svetlych, to pečal’nych dnej.
CYGANE
Povedaj, starik, pered snom
Nam skazku o slavnom bylom.
STARIK
I naši seni kočevye
V pustynjach ne spaslis’ ot bed,
I vsjudu strasti rokovye,
I ot sudeb zaščity net.
Ach, bystro molodost’ moja
Zvezdoj padučeju mel’knula!
No ty, pora ljubvi, minula
Ešče bystree: tol’ko god
Menja ljubila Mariula.
Odnaždy bliz kagul’skich vod
My čuždyj tabor povstrečali,
Cygane te svoi šatry,
Razbiv bliz našich, u gory,
Dve noči vmeste nočeval!i.
Oni ušli na tret’ju noč’, –
GLI ZIGANI
Felici come la libertà sono le nostre notti
e calmo il nostro sonno sotto il cielo,
fra i nostri carri coperti di tappeti.
Per noi il mondo è un viaggio,
dappertutto troviamo
un posto adatto ad accamparci.
Noi ci svegliamo al mattino
e consacriamo il giorno,
al lavoro e al canto.
[N° 3 – Racconto del vecchio zigano]
VECCHIO ZIGANO
Il potere magico del canto
ha fatto rinascere nella mia memoria
visioni dei giorni passati,
a volte sereni, a volte tristi.
CORO DI ZIGANI
Raccontaci, vecchio, prima di andare a dormire,
qualche cosa dei vecchi gloriosi giorni.
VECCHIO ZIGANO
Anche nel deserto le nostre tende di nomadi
non vengono risparmiate dalle disgrazie,
poiché le passioni fatali si scatenano ovunque,
e niente può sfuggire al destino.
Ah, la mia giovinezza non è durata
che il tempo di una stella cadente!
Ma il tempo dell’amore è passato
ancora più velocemente: solo per un anno
mi ha amato Mariula.
Un giorno, vicino alle acque di Kagoul
incontrammo un altro accampamento,
i cui zigani eressero le loro tende
accanto alle nostre, ai piedi della montagna.
Essi trascorsero due notti vicino a noi.
La terza notte partirono;
Rachmaninov: Aleko
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abbandonando la nostra piccola bambina,
Mariula partì con loro.
Io dormivo tranquillamente; sorge l’alba
e io mi sveglio: la mia compagna non c’era più!
Io la cercai, la chiamai – più nulla!
Zemfira piangeva disperata,
e io pure piansi singhiozzando. Dopo di ciò
tutte le ragazze mi sono diventate odiose,
e il loro fascino si è spento per sempre.
[N° 4 – Scena e coro]
ALEKO
Ma perché non ti sei affrettato a lanciarti
all’inseguimento dell’ingrata,
per piantare un pugnale nel suo cuore
e in quello del suo rapitore?
ZEMFIRA
A che scopo? La giovinezza è più libera degli
uccelli.
Chi può pretendere di imbrigliare l’amore?
GIOVANE ZIGANO
Ognuno di noi ha il suo momento di felicità,
e ciò che è stato non tornerà mai più.
ALEKO
Oh, no! Se trovassi il mio nemico addormentato
sul bordo di uno strapiombo sul mare,
lo giuro, farei precipitare senza batter ciglio
lo scellerato nel fondo dell’abisso!
ZEMFIRA
O padre mio, Aleko mi fa paura.
Guarda come la sua espressione è terribile.
VECCHIO ZIGANO
Lascialo stare, non digli nulla.
Forse è la sofferenza dell’esilio.
ZEMFIRA
Il suo amore mi pesa. Mi sento oppressa,
il mio cuore aspira alla libertà.
GIOVANE ZIGANO
È geloso, ma non mi fa paura.
ALEKO
Io soffro. Il mio cuore grida vendetta.
I, brosja malen’kuju doč’,
Ušla za nimi Mariula.
Ja mirno spal; zarja blesnula;
Prosnulsja ja, – podrugi net!
Išču, zovu – propal i sled.
Toskuja, plakala Zemfira,
I ja zaplakal!.. S ėtich por
Postyli mne vse devy mira,
Dlja nich navek ugas moj vzor.
ALEKO
Da kak že ty ne pospešil
Totčas vosled neblagodarnoj
I chiščniku, i ej, kovarnoj,
Kinžala v serdce ne vonzil?
ZEMFIRA
K čemu? Vol’nee pticy mladost’.
Kto v silach uderžat’ ljubov’?
MOLODOJ CYGAN
Čredoju vsem daetsja radost’;
Čto bylo, to ne budet vnov’.
ALEKO
O net! Kogda nad bezdnoj morja
Najdu ja spjaščego vraga,
Kljanus’, ja v bezdnu, ne bledneja,
Stolknu prezrennogo zlodeja.
ZEMFIRA
O, moj otec! Aleko strašen.
Smotri, kak vid užasen.
STARIK
Ne tron’ ego, chrani molčan’e.
Byt’ možet, to toska izgnan’ja.
ZEMFIRA
Ego ljubov’ postyla mne,
Mne skučno, serdce voln prosit.
MOLODOJ CYGAN
Revniv on, no ne strašen mne.
ALEKO
Mne tjažko: serdce mesti prosit.
Rachmaninov: Aleko
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CYGANE
Dovol’no, starik!
Skučny ėti skazki,
Zabudem my ich
V vesel’e i v pljaske.
ZIGANI
Basta, vecchio.
Queste storie sono tristi.
Dimentichiamole
nella gioia della danza.
(Durante la danza Zemfira e il giovane zigano si eclissano)
[N° 5 – Danza delle donne]
[N° 6 – Danza degli uomini]
[N° 7 – Coro]
ZIGANI
(si preparano per la notte)
I fuochi sono spenti.
Solo la luna brilla
in alto nel cielo,
rischiarando il nostro accampamento.
I fuochi sono spenti, ecc.
(Appaiono Zemfira e il giovane zigano)
[Duettino]
GIOVANE ZIGANO
Ancora un bacio, uno solo
ancora un lungo bacio, prima di lasciarci.
ZEMFIRA
Va, mio marito è geloso e crudele.
Addio, vattene intanto che lui non c’è!
GIOVANE ZIGANO
Dimmi, veramente verrai ancora a trovarmi?
ZEMFIRA
Quando la luna sarà alta nel cielo,
vieni laggiù, dietro quel tumulo, vicino la tomba.
GIOVANE ZIGANO
Ella mi ingannerà! Ella non verrà più!
Dimmi, veramente verrai ancora a trovarmi?
ZEMFIRA
Vieni laggiù, dietro quel tumulo, vicino la tomba
(appare Aleko)
Salvati, eccolo! Sì, amore mio, verrò.
CYGANE
Ogni pogašeny.
Odna luna sijaet
S nebesnoj vyšiny
i tabor ozarjaet.
Ogni pogašeny…
MOLODOJ CYGAN
Ešče odno, odno lobzan’e!
Odno, no dole! Na proščan’e!
ZEMFIRA
Idi! Moj muž revniv i zol.
Proščaj, pokamest ne prišel!
MOLODOJ CYGAN
Skaži, prideš’ li na svidan’e?
ZEMFIRA
Kogda podnimetsja luna...
Tam, za kurganom nad mogiloj.
MOLODOJ CYGAN
Obmanet, ne pridet ona!
Skaži, prideš’ li na svidan’e?
ZEMFIRA
Tam, za kurganom nad mogiloj
Begi, vot on! Prjadu, moj milyj.
Rachmaninov: Aleko
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(Il giovane zigano se ne va.
Zemfira rientra sotto la tenda e si siede vicino alla culla.
Aleko raccoglie delle
corde fuori dalla tenda)
[N° 9 – Scena presso la culla]
ZEMFIRA
«Staryj muž, groznyj muž,
Rež’ menja, žgi menja:
Ja tverda, ne bojus’
Ni noža, ni ognja.
Nenavižu tebja, preziraju tebja;
Ja drugogo ljublju, umiraju, ljubja.»
ALEKO
Duša tomitsja grust’ju tajnoj...
Gde ž radosti ljubvi slučajnoj?
ZEMFIRA
«Rež’ menja, žgi menja,
Ne skažu ničego;
Staryj muž, groznyj muž,
Ne uznaeš’ ego.»
ALEKO
Molči! Mne pen’e nadoelo.
Ja dikich pesen po ljublju.
ZEMFIRA
Ne ljubiš’? Mne kakoe delo!
Ja pesnju dlja sebja poju.
«On svežee vesny,
Žarče letnego dnja;
Kak on molod, kak on smel!
Kak on ljubit menja!»
ALEKO
Molči, Zemfira, ja dovolen...
ZEMFIRA
Tak ponjal pesnju ty moju?
ALEKO
Zemfira...
ZEMFIRA
Ty serdit’sja volen.
Ja pesnju pro tebja poju.
«Kak laskala ego. ja v nočnoj tišine!
Kak smejalis’ togda my tvoej sedine!
On svežee vesny,
ZEMFIRA
»Vecchio marito, marito crudele,
pugnalami, bruciami,
io sono testarda, io non temo
né il ferro né il fuoco.
Io ti odio, ti disprezzo.
Amo un altro, e morrò amandolo.»
ALEKO
La mia anima è oppressa da un dolore segreto!
Dove sono le fuggevoli gioie dell’amore?
ZEMFIRA
«Pugnalami, bruciami
non ti dirò nulla,
vecchio marito, marito crudele,
non saprai chi è lui.»
ALEKO
Taci. I tuoi canti mi stancano!
Non mi piacciono queste canzoni selvagge!
ZEMFIRA
Non ti piacciono? E che cosa posso farci?
Io canto per me stessa.
«È più fresco della primavera,
più ardente di un giorno d’estate.
Come è giovane e coraggioso!
Come mi ama!»
ALEKO
Taci, Zemfira, basta così!
ZEMFIRA
Ah, tu ascolti la mia canzone?
ALEKO
Zemfira!…
ZEMFIRA
Tu sei libero di arrabbiarti.
La canzone allude a te.
«Che carezze gli ho fatto nel silenzio della
notte!
E come abbiamo riso dei tuoi capelli bianchi!
Rachmaninov: Aleko
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Egli è più fresco della primavera,
più ardente di un giorno d’estate.
Come è giovane e coraggioso
e come mi ama!
«Che carezze gli ho fatto nel silenzio della
notte!
E come abbiamo riso dei tuoi capelli bianchi!
Žarče letnego dnja;
Kak on molod, kak on smel!
Kak on ljubit menja!
Kak laskala ego ja v nočnoj tišine!
Kak smejalis’ togda my tvoej sedine! A!
(Zemfira esce)
[N° 10 – Cavatina di Aleko]
(La luna si innalza e gradualmente comincia a impallidire)
ALEKO
L’accampamento dorme.
La luna brilla
nel suo splendore della mezzanotte.
Perché il mio povero cuore soffre?
Qual è il pensiero che mi rode?
Senza problemi, senza rimpianti,
conduco una vita nomade.
Avendo disdegnato i vincoli della civilizzazione,
io sono libero come loro.
Ho vissuto senza voler riconoscere il potere
del destino perfido e cieco.
Ma, Dio santo, come le passioni si sono
impadronite
della mia anima e l’anno sottomessa!
Zemfira! Come mi amava!
Con quale tenerezza, ella si rannicchiava
contro di me, nel silenzio del deserto
trascorrendo così le ore notturne.
Quanto spesso il suo caro cinguettio,
i suo baci inebrianti
sapevano in un istante
rasserenare la mia fronte pensierosa!
Mi ricordo come ella mi mormorava
con una passione piena di languore;
“Io ti amo! Sono in tuo potere!
Sono tua, Aleko, per sempre!”
E io dimenticavo tutto,
ascoltando le sue parole,
e baciavo, perduto d’amore,
i suoi occhi incantatori,
i suoi capelli più neri della notte,
e le sue labbra.
Ed ella, piena di passione,
stretta contro di me, mi guardava negli occhi…
E ora?… La mia Zemfira non è più fedele!
La mia Zemfira è diventata fredda!
(Esce)
ALEKO
Ves’ tabor spit.
Luna nad nim
Polnočnoj krasotoju bleščet.
Čto ž serdce bednoe trepeščet?
Kakoju grust’ju ja tomim?
Ja bez zabot, bez sožalen’ja
Vedu kočujuščie dni.
Prezrev okovy prosveščen’ja,
Ja volen tak že, kak oni.
Ja žil, ne priznavaja vlasti
Sud’by kovarnoj i slepoj
No, bože, kak igrajut strasti
Moej poslušnoju dušoj!..
Zemfira! Kak ona ljubila!
Kak, nežno prislonjas’ ko mne,
V pustynnoj tišine
Časy nočnye provodila!
Kak často milym lepetan’em,
Upoitel’nym lobzan’em
Zadumčivost’ moju
V minutu razognat’ umela!
Ja pomnju: s negoj polnoj strasti,
Šeptala mne ona togda:
«Ljublju tebja! V tvoej ja vlasti!
Tvoja, Aleko, navsegda!»
I vsë togda ja zabyval,
Kogda rečam ee vnimal
I kak bezumnyj celoval
Eë čarujuščie oči,
Kos čudnych prjad’, temnee noči.
Usta Zemfiry... A ona,
Vsja negoj, strast’ju polna,
Pril’nuv ko mne, v glaza gljadela...
I čto ž? Zemfira neverna!
Moja Zemfira ochladela!
Rachmaninov: Aleko
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[N° 11 – Intermezzo]
La luna scompare, gradualmente spunta l’alba)
[N° 12 – Romanza del giovane zigano]
MOLODOJ CYGAN
Vzgljani: pod otdalennym svodom
Guljaet vol’naja luna;
Na vsju prirodu mimochodom
Ravno sijan’e l’et ona,
Kto v nebe mesto ej ukažet,
Promolvja: tam ostanovis’,
Kto serdcu junoj devy skažet:
Ljubi odno, ne izmenis’!
Kto v nebe
GIOVANE ZIGANO
(dietro la scena)
Guarda come sotto la volta infinita del cielo
la luna liberamente va vagando.
Essa sparge su tutta la natura
il suo splendore.
Chi potrebbe mai, indicando un punto del cielo,
ordinarle «Fermati lì?»
E chi potrebbe dire al cuore di una fanciulla:
«Tu non devi amare che una sola persona, per
sempre?»
Chi potrebbe mai, ecc.
(Il cielo comincia a impallidire. Zemfira e il giovane zigano appaiono)
[N° 13 – Duetto e Finale]
ZEMFIRA
E’ tempo di rientrare, amore mio, e’ tempo!
È tardi. Finirà che tu mi perderai.
No, è ora di rientrare!
GIOVANE ZIGANO
Aspetta! No, no, aspetta!
aspettiamo che sorga il giorno.
Come è timido il tuo amore!
Ancora un minuto! un solo minuto!
ZEMFIRA
Se mio marito dovesse svegliarsi senza di
me!…
ALEKO
(entrando)
Ella si è alzata da letto!
Aspettate! dove andate? Aspettate!
Sto sognando?
(a Zemfira)
Dov’è il tuo amore per me?
ZEMFIRA
Lasciami! Sono stanca di te!
Non si può far rivivere il passato!
ZEMFIRA
Pora! Pora, moj milyj, pora!
Už pozdno. Ty menja pogubiš’.
Net, pora!…
MOLODOJ CYGAN
Postoj! Net, net, postoj!
Doždëmsja dnja.
Kak robko ty ljubiš’.
Minutu! Minutu! Postoj!
ZEMFIRA
Esli bez menja prosnetsja muž..
ALEKO
Prosnulsja on...
Stojte! Kuda vy? Stojte!
Il’ vo sne ja grežu?
Gde ž tvoja ljubov’?
ZEMFIRA
Otstan’! Ty opostylel mne.
Byloe ne vernetsja vnov’.
Rachmaninov: Aleko
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ALEKO
Zemfira! Zemfira!
Ricordati, mia cara!
Io ti ho dato tutta la mia vita
in cambio del desiderio di condividere con te
l’amore e l’esilio volontario.
Ma l’amore è passato, fuggitivo come un sogno.
ZEMFIRA, GIOVANE ZIGANO
È ridicolo e pietoso!
ALEKO
O no, miserabili,
non rinuncerò ai miei diritti,
ma mi prenderò la soddisfazione di vendicarmi.
ZEMFIRA
(al giovane zigano)
Fuggi, amore mio, fuggi…
ALEKO
Aspetta! Dove scappi così in fretta, bel
ragazzo?
Resta tranquillo!
(Lo pugnala)
ZEMFIRA
Aleko! Aleko!
GIOVANE ZIGANO
Muoio! Muoio!
ZEMFIRA
Aleko, tu l’hai ucciso.
Guarda, è tutto ricoperto di sangue.
Che hai mai fatto?
ALEKO
Nulla.
E ora saziati del suo amore!
ZEMFIRA
(chinandosi sul cadavere)
O amore mio, perdonami!
È il mio amore che ha causato la tua morte!
Amore mio!
(piange)
ALEKO
Zemfira! Zemfira!
Vspomni, milyj drug!
Vsju žizn’ ja otdal za želan’e
S toboj delit’ ljubov’,
dosug i dobrovol’noe izgnan’e.
Ljubov’ prošla, kak son!
ZEMFIRA I MOLODOJ CYGAN
Smešon i žalok on!
ALEKO
O net, zlodej! Ja pred toboj
Ot prav moich ne otkažus’,
Il’ mščen’em naslažus’.
ZEMFIRA
Begi, moj drug, begi...
ALEKO
Postoj! Kuda, krasavec molodoj?
Leži!..
ZEMFIRA
Aleko! Aleko!
MOLODOJ CYGAN
Umiraju! Umiraju!
ZEMFIRA
Aleko, ty ubil ego!
Vzgljani, ty ves’ obryzgan krov’ju!
O, čto ty sdelal!
ALEKO
Ničego!
Dyši teper’ ego ljubov’ju...
ZEMFIRA
O, milyj moj! Prosti menja!
Moja ljubov’ tebja sgubila.
O, milyj moj!
Rachmaninov: Aleko
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ALEKO
Ty plačeš’?
ZEMFIRA
Ne bojus’ tebja.
Tvoi ugrozy preziraju,
Tvoe ubijstvo proklinaju.
ALEKO
Umri ž i ty.
ZEMFIRA
Umiraju ljubja, umiraju ljubja…
CYGANE
O čem šumjat? Čto tam za krik?
Kogo trevožit ėta noč’?
Čto zdes’ slučilos’? Čto za krik?
O čem šumjat?….
Vstan’, Starik!
STARIK
Aleko! Zemfira! Doč’!
Smotrite, plač’te, vot ona!
Ležit, v krovi obagrena.
ALEKO
(con voce minacciosa)
Tu piangi?
ZEMFIRA
Non ho paura di te.
Disprezzo le tue minacce,
maledico il tuo crimine!
ALEKO
Allora muori anche tu
(La pugnala)
ZEMFIRA
Io muoio amandolo, muoio amandolo…
CORO DI ZIGANI
Da dove viene questo rumore? Che cosa sono
queste grida?
Che disgrazia è avvenuta questa notte?
Che cosa è successo? Che cosa sono queste
grida?
Da dove viene questo rumore?
Vecchio, alzati!
VECCHIO ZIGANO
Aleko! Zemfira! Mia figlia!
Guardate e piangete! Eccola
a terra, tutta rossa di sangue.
Gli zigani inorriditi si affollano attorno ai corpi di Zemfira e del giovane zigano)
CORO DI ZIGANI
Il sole si leva su una cosa orrenda.
Per quale crimine la nostra tribù deve soffrire
così?
Il sole si leva, ecc.
ZEMFIRA
Padre, è la gelosia che lo ha ucciso!
Io muoio!
(Muore)
CORO DI ZIGANI, VECCHIO ZIGANO
Ella dormirà per sempre.
ALEKO
Zemfira! Zemfira!
Guarda, il tuo assassino è davanti a te.
Per un istante di felicità nella tua vita,
CYGANE
Užasnoe delo luč solnca vstrečaet.
Za č’i prestuplen’ja naš tabor stradaet?
Užasnoe delo…
ZEMFIRA.
Otec! Ego revnost’ sgubila.…
Umiraju!
STARIK I CYGANE
Naveki počila.
ALEKO
Zemfira! Zemfira!
Vzgljani pred soboj na zlodeja,
Za mig tvoej radostnoj žizni
Rachmaninov: Aleko
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io darei la mia senza rimpianti.
UNA VECCHIA ZIGANA
Uomini! Andate a scavare le tombe
sulla riva del fiume.
E voi, donne, venite in corteo funebre
a dare il bacio di addio ai morti.
VECCHIO ZIGANO
Noi siamo selvaggi, non abbiamo leggi,
ma non torturiamo né uccidiamo alcuno.
Non abbiamo bisogno di sangue né di lacrime.
ma noi non vogliamo vivere con un assassino.
VECCHIO ZIGANO, CORO DI ZIGANI
Noi siamo selvaggi, non abbiamo leggi,
ma non torturiamo né uccidiamo alcuno.
Non abbiamo bisogno di sangue né di lacrime.
ma noi non vogliamo vivere con un assassino.
La tua voce per noi sarebbe insopportabile.
Noi siamo dolci, il nostro cuore è buono.
Tu sei crudele e temerario! lasciaci dunque!
Noi siamo dolci
Addio! E che la pace sia con te!
(I cadaveri vengono portati via)
ALEKO
O infelicità! O tristezza!
Ancora una volta mi ritrovo solo!
Svoju ja otdam ne žaleja.
STARAJA CYGANKA
Muž’ja! Idite nad rekoj
Mogily svežie kopat’
A žëny skorbnoj čeredoj
Vse v oči mërtvych celovat’.
STARIK
My diki, net u nas zakonov,
My ne terzaem, ne kaznim.
Ne nužno krovi nam i stonov,
No žit’ s ubijcej ne chotim.
STARIK I CAGANE
My diki, net u nas zakonov,
My ne terzaem, ne kaznim.
Ne nužno krovi nam i stonov,
No žit’ s ubijcej ne chotim.
Užasen nam tvoj budet glas.
My robki i dobry dušoj
Ty zol i smel, ostav’ že nas.
My robki…
Prosti! A budet mir s toboj.
ALEKO
O, gore! O, toska!
Opjat’ odin, odin!